Sara Capparelli 4C

Strasburgo, 1 novembre 2023

Ormai sono quasi due mesi che sono in Francia e sto iniziando sempre di più a immergermi nella cultura e nelle abitudini di questo paese. Anche se vicino all'Italia le differenze sono tante e un po' si fanno sentire: dalle cose più piccole, come l'orario dei pasti che è molto anticipato o il clima più freddo, a quelle più grandi come quelle all' interno del sistema scolastico.

A scuola, oltre alle materie obbligatorie quali francese, storia e inglese, avevo la possibilità di scegliere tre materie e io ho scelto di seguire i corsi di matematica, fisica-chimica e umanità letteratura-filosofia.

Le verifiche per la maggior parte sono fatte a sorpresa alla fine dell'ora sull'argomento spiegato precedentemente e le interrogazioni orali sono molto rare.

A casa non abbiamo tanti compiti perché l'orario scolastico è esteso su tutta la giornata dalle 8.00 alle 17.00.

Riesco a seguire abbastanza bene le lezioni anche se a volte l'uso di termini tecnici mi rende difficile la comprensione.

Le lezioni di francese sono basate sul commento di pagine dei testi che dobbiamo leggere durante l'anno. Per ora abbiamo letto "Manon Lescaut", "l'Etranger" e dobbiamo iniziare "Le Malade Imaginaire". Mentre nelle lezioni di filosofia abbiamo iniziato un percorso sul tema "I poteri dell'arte della parola"; il corso è interessante perché affrontiamo i vari autori non singolarmente ma paragonando le loro opinioni riguardanti il tema trattato.

Strasburgo mi piace come città anche se è molto grande e ancora adesso non riesco molto bene ad orientarmi. I mezzi di trasporto funzionano bene e riesco a muovermi in maniera autonoma. 

Devo ammettere però che Pisa un po' mi manca. Tante videochiamate e messaggini, ma non è facile mantenere le relazioni a distanza con gli amici e la propria famiglia.

Sono però contenta dell'esperienza che sto vivendo: ho imparato tante parole nuove in francese, ho conosciuto nuovi posti e nuove persone e i loro stili di vita.