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"L'Avaro" di Molière (pièce teatrale) 22-01-2012

pubblicato 1 gen 2012, 08:48 da Sandra Raffaelli   [ aggiornato in data 1 gen 2012, 08:49 ]
La classe 3C assiste alla commedia di Molière al Teatro Verdi di Pisa.          

Rappresentazione

"Si, è inaspettato l'Arpagone dell'Avaro di Molière secondo il Teatro delle Albe. E non tanto perché a interpretarlo è una donna. Soprattutto se si tratta di Ermanna Montanari, un'attrice che prima o poi ci aspettiamo di vedere in Amleto nel ruolo del titolo. È inaspettato perché, usando della magnifica traduzione di Cesare Garboli, tutta giocata sui chiaroscuri della modernità, Marco Martinelli e i suoi attori ci hanno proposto un Avaro che ha le stigmate del nostro confuso e contradditorio presente. Così non possiamo fare a meno di chiederci che cosa sia questo denaro di cui tutti parlano, per cui tutti si accapigliano, che molti invidiano e per il quale qualcuno è pronto a sacrificare la felicità. E che ci appare sempre di più non solo il mezzo, uno dei fondamentali di sicuro, per stare bene, ma il segno di una posizione sociale spesso volgare, spesso rinchiusa nelle mura asfittiche della propria casa." 
"Che quello di Molière sia un mondo per nulla sorridente, in realtà dominato da umori cupi, feroci, lo si sapeva da tempo. Ma Marco Martinelli ... non si limita a evidenziare gli aspetti 'neri' del testo: lo raggela, lo disarticola, lo fa esplodere in una serie di spezzoni allusivi che si espandono in tante direzioni diverse - dal rapporto fra denaro e potere all'invadenza dei mezzi di comunicazione di massa - restando tuttavia come interrogativi aperti, suggestioni sospese. Il nocciolo di questa sua graffiante messinscena è nella scelta di attribuire il ruolo di Arpagone all'attrice Ermanna Montanari, che, in abito da uomo e tacchi alti, ne fa una presenza truce e un po' mostruosa, un emblema di tutti i mali del nostro tempo".


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